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Gensomaden Saiyuki PDF Stampa E-mail
Scritto da Jarod   
giovedì 23 ottobre 2003
la leggenda del demone dell’illusione
Saiyuki nasce da un’antica leggenda cinese dello scrittore Wu Ch'eng ne ,letteralmente infatti la parola ha il significato di ‘viaggio in Occidente’, appunto il cammino intrapreso dal narratore monaco buddista Sanzo Hoshi:il protagonista principale delle vicende che animano questa serie. La trama secondo cui si disloca l’intero anime è abbastanza convenzionale e conformista: fulcro su cui ruota l’intera produzione difatti è il viaggio compiuto da Genjo Sanzo, Son Goku, Sha Gojo e Cho Hakkai nel regno di Tenjiku, nelle lontane terre dell'Ovest, dove gli umani e i demoni sono sempre vissuti pacificamente.Improvvisamente, l'equilibrio viene turbato da qualcuno che sta cercando di far risorgere Gyumao, un feroce demone che cinquecento anni prima era stato sconfitto e ucciso dal principe Nataku.

saiyuki

I cinque Dei che comandano il Paradiso, allarmati dalla minaccia, affidano al monaco il compito di recarsi nel regno di Tenjiku e scoprire chi stia cercando di sovvertire l'ordine naturale delle cose, ponendo al suo fianco i 3 demoni che dovrebbero guidarlo nel lungo viaggio.Questo racconto dovrebbe essere la trasposizione di un viaggio realmente avvenuto, il viaggio di Tsang Hsuan dalla Cina all'India per recuperare le scritture buddiste avvenuto nel settimo secolo ma la trasposizione,come naturale che sia, si discosta molto dalla reale digressione storiografica.Kazuya Minekura,l’autore del manga datato 1998, sembra incentrare il suo impegno su di un ottica bipolarista ,affiancando alla semplice azione legata ai combattimenti,una forte divagazione sul passato dei vari personaggi che animano la serie e che molte volte ricorrerà nell’economia dei 37 episodi.
L’esito comunque non è a ben vedere omogeneo e coerente creando molto forzature e incompatibilità con il genere a cui l’anime si rifà.Ma la contraddittorietà sembra essere forse l’asso nella manica di Minekura:basti pensare a Genjo Sanzo Hoshi,il bonzo che dovrebbe incarnare nella sua posizione di privilegio spirituale lo stereotipo dell’uomo di fede ,lontano dai piaceri sensuali e dalle tentazioni mondane.Invece è un uomo dall'aria distaccata ed inespressiva, alla quale si è unita una sottile insofferenza e perenne irritazione verso tutto e tutti, in special modo verso chi si pone sul suo cammino. La molteplicità caratteriale sembra essere il light motive della narrazione: Son Goku,Sha Gojo,Cho Hakkai uniti nello stesso obbiettivo ma perseguendo un diverso fine.

saiyuki

 L’interpretazione del viaggio ,superficialmente, potrebbe essere ricondotta ad una semplice sequela di combattimenti ma una riflessione più approfondita non farà altro che avvallare la tesi per cui il viaggio non è altro che la risoluzione delle proprie paure ,nonché una maturazione interiore che tende a rigettare una volta per sempre il proprio passato: di cui si è vittime consapevoli ma incolpevoli.Ma la trama è ben più fittizia ,resa tale dalla continua intercessione di nuovi personaggi con nuove storie e con passati intriganti e complessi anch’essi,addirittura in alcuni episodi i quattro protagonisti spariscono del tutto dalla scena lasciando spazio a storie e avvenimenti secondari ma importanti per il prosieguo delle varie vicissitudini.Fattore di discrepanza a mio modesto parere sembra essere comunque la ripetitività : il solito circolo di vicende sembra essere comune in tutti gli episodi ,e per uno spettatore attento ed esigente questo potrebbe essere sinonimo di monotonia e piattezza narrativa.Per quanto riguarda la versione animata c’è da dire che fondamentalmente calca la falsa riga della versione cartacea ma l’ostilità contro questa modesta serie potrebbe aumentare a dismisura considerando la mediocrità su cui si attestano la regia,la sceneggiatura,le intercalazioni,la fotografia. Hayato Date(che verosimilmente è al suo primo incarico da regista)palesa una certa staticità e disarmonia nelle animazioni,mentre inquadrature e combattimenti sono ridotti allo scarno non curandosi minimamente dei particolari.

saiyuki

Alienante è senza dubbio l’uso,a tratti massiccio, di computer graphica ,che non crea omogeneità e consistenza ma unicamente forzature.Sinceramente non capisco perché ci abbiano rifilato un prodotto così scadente quando anime di maggior spessore tecnico - narrativo rimangano lontano dai nostri confini, e non mi capacito perché in Giappone sia tanto amato..mhà! Comunque unica consolazione sono le soundtracks che fanno da sfondo alla serie : un sound pankeggiante e godibile a partire dalle musiche di Motoi Sakuraba ma soprattutto nelle sigle di apertura e chiusura(specialmente della prima serie di episodi):la sigla di apertura "For Real" è eseguita da Hidenori Tokuyama (Enix), mentre la sigla di chiusura "Tightrope" è eseguita da Charcoal Filter.Quasi dimenticavo il doppiaggio: annoveriamo infatti i nomi di Massimo De Ambrosis, Patrizio Prata, Andrea Ward, Simone Crisari, sena dubbio un buon cast e conseguentemente un buon doppiaggio,ma questo era quasi scontato.C’è da segnalare l’esistenza inoltre di una sorta di prequel della serie vera e propria”Saiyuki Gaiden”che tratta circa la vita precedente dei vari personaggi : si contano due numeri del manga a cui si vanno ad aggiungere le corrispondenti avventure nella versione animata… l’agonia continua.


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