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Pagina 1 di 4 Commento generale Tra le molte ragioni che rendono Cowboy bebop un capolavoro, io credo che una delle principali sia la straordinaria colonna sonora, che riesce quasi sempre ad esprimere con puntualità le vicende emotive che caratterizzano le varie situazioni in cui si trovano coinvolti i membri dell’equipaggio del Bebop. Che la musica dovesse essere una componente fondamentale nell’impostazione dell’opera è evidente fin dal titolo. Il Bebop è infatti, praticamente, un genere musicale. Dico “praticamente”perché sarebbe più corretto definirlo un “derivato”del jazz, nato negli ani ’40 come reazione al jazz tradizionale, considerato troppo schematico e rigido (per chi fosse curioso, ho trovato una tesi di laurea sul bebop che mi sembra ben fatta, per quello che ne capisco io, all’indirizzo http://www.antoniofraioli.com/BEBOPindice.htm, altrimenti molti siti dedicati a CB ne parlano). La scelta di Yoko Kanno è stata garanzia di qualità, come si dice in questi casi, e il risultato finale è notevole. D’accordo, chi ha letto la recensione dell’ Original Soundtrack 1 alcune di queste cose le sapeva già, ma un’introduzione la dovevo pur fare, no!? Comunque, questa volta vi voglio parlare di “Cowboy bebop Blue”, il terzo cd della monumentale serie di Ost derivate da CB.
Allora inizierò dalla fine, cioè dal giudizio: VERAMENTE BELLO!!!!! Il cd, pur essendo in qualche modo “imparentato”al primo da continui rimandi (mentre il secondo mi sembra più lontano per temi ed atmosfere), se ne differenzia alquanto, poiché l’Ost 1 è sostanzialmente un disco di musica jazz e bebop (appunto), e quindi, in qualche modo, più “sperimentale”. Blue, invece, pur essendo ancora il jazz a farla da padrone, è un disco molto più vario. Intanto è più “parlato”, e vi sono pezzi più cantabili. C’è persino una “Ave Maria”(il brano n. 11), e una melodia di carillon (il brano n.12), che per altro c’è anche nel primo cd. Trovo che la qualità delle canzoni (anche, e forse soprattutto, di quelle più “leggere”) sia veramente molto alta. Non ci sono le solite canzonette che danno di risentito, e si sente che tutti i musicisti che hanno collaborato alla registrazione (i Seatbelts, in primo luogo) sono dei veri professionisti, anche perchè molti sono jazzisti, e come immaginate, per suonare il jazz bisogna decisamente saper suonare! Insomma, credo che il cd sarebbe apprezzato molto sia da coloro a cui piace la musica un po’più “semplice”(anche se, come ho detto, ci sono dei pezzi un po’tecnici), sia da chi preferisce la musica più “ricercata”. Per essere un po’più concreto, ho elencato di seguito i brani presenti nel cd, con il mio personale commento (e scusatemi se è poco… ) e, dove possibile, qualche informazione supplementare…A questo proposito, un ringraziamento e un bacione a mia sorella (ciao Ivana!) che ha passato i tre giorni in cui è stata a letto con la febbre a spulciare tutte le videocassette della serie per trovare le puntate in cui comparivano le varie canzoni dell’album: I brani 1 - Blue Testo: Tim Jensen –Voci: Mai Yamane (Voci Soprano: Soichiro Otsuka con Gabriela Robin) The Seatbelts Purtroppo l’unica cosa che ho trovato dive sembrava che ci fosse qualcosa sulla Biografia di May Yamane era un sito giapponese…per ovvie ragioni non ho potuto capirci nulla…però ho trovato la foto (se è lei…). Io credo che May abbia davvero una voce splendida. Ha un timbro quasi “soul”, ed è davvero particolare (e, mi sembra, molto poco Giapponese… )  Testo: Never seen a bluer sky Yeah I can feel it reaching out And moving closer There’s something about blue Asked myself what it’s all for You know the funny thing about it I couldn’t answer No, I couldn’t answer Things have turned a deeper shade of blue And images that might be real Maybe illusions Keep flashing off and on Free… Wanna be free, Gonna be free… And move among the stars You know they really aren’t so far Feels so free… Gotta know free…Please… Don’t wake me from the dream It’s really everything it seemed I’m so free… No black and white in the blue Everything is clearer now Life is just a dream, you know That’s never ending I’m ascending E` la canzone finale, quella che comincia dopo l’ultimo “Bang”del nostro Spike (io suppongo che tutti sappiano come va a finire CB, ma per evitare di rovinare la sorpresa a qualcuno cercherò di non scriverlo in maniera troppo esplicita…). E’la canzone che da il titolo al cd, e se lo merita! Il pezzo è veramente molto bello ed emozionante. Il contrasto tra la voce un po’ruvida di May Yamane e l’impostazione dolce del pezzo, evocata dalla parte lirica iniziale è proprio azzeccato, ed è notevole come queste due anime diverse del brano si fondano poi nella parte finale (questa è classe, gente!) Per quanto riguarda il testo, lo trovo molto intenso e poetico (e questo è un denominatore comune dei brani del cd); poi se si ripensa all’ascesa verso le stelle che nell’anime è accompagnata da questa canzone (l’ascesa di Spike, forse…e allora questi sono i suoi ultimi pensieri, le sue ultime sensazioni…bellissimo!) viene la pelle d’oca! E` proprio vero, le stelle non sono così lontane! 2 –Words that we couldn’t say Testo: Tim Jensen –Voce: Steve Conte The Seatbelts Steve Conte è uno che dalle mie parti si definirebbe “nato imparato”(oddio, la citazione in vernacolo me la potevo risparmiare…). E` infatti figlio di una jazz vocalist, e già a dieci anni nella cameretta di casa, insieme al fratello John, giocava a registrare canzoni con una chitarra acustica di bassa qualità e un microfono dentro il foro della cassa per elettrificarla. Ha poi fatto una gavetta niente male suonando con gente come David Bowie, Paul Simon, Maceo Parker, Peter Wolf, Billy Squier, John Waite, Glen Burtnick e Willie Nile. In seguito, sempre con suo fratello, ha fondato prima un gruppo rock-blues, i Company of Wolves, per arrivare, nel al progetto attuale, i Crown Jewels, che conquistano l’attenzione degli addetti ai lavori. Ad esempio, Musician li include nei dieci migliori gruppi senza contratto e Billboard tra i migliori talenti del '99. Notevole! A me piace come canta Steve, ha la voce un po’raschiata da “duro”del rock’n blues, e ho potuto ascoltare qualche pezzo del suo ultimo gruppo. Non sono niente male (molto meglio della m.r.a che propinano e che va per la maggiore in questi tempi)  Testo: We couldn't say them now we just pray them Words that we couldn't say Funny ain't it games people play scratch it, paint it one in the same We couldn't find them we tried to hide them Words that we couldn't say It hurt's don't it fools on parade taint it, own it chase it away We couldn't make them we had to break them Words that we couldn't say Somethimes baby we make mistakes dark and hazy prices we pay I sit here on my shelf talking to myself Words that we couldn't say Someday, maybe we'll make it right until that day long endless nights We couldn't say them now we just pray them Words that we couldn't say La canzone si trova nella session 13, “Jupiter Jazz”part 2. E` un rock-blues melodico, sul malinconico. Trovo anche questa canzone molto bella, soprattutto gli assolo di chitarra acustica, e la voce di Steve Conte è molto adatta. Però non è una canzone che ascolterei dieci volte di seguito…
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